Automazione in zootecnia, opzione sempre piu’ possibile

Automazione in zootecnia, opzione sempre piu’ possibile

Associazione Italiana Allevatori

Un contributo interessante al Convegno organizzato da A.I.A. alla 115esima Fieragricola di Verona, dal titolo “Valorizzare la sostenibilità in zootecnia: quadro politico ed esempi pratici”, è stato dato nell’ultima delle relazioni presentate, a cura del ricercatore del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) Massimo Brambilla, dal titolo “Automazione e sostenibilità: alcuni esempi (il progetto Autofeed)”.

La relazione è frutto di un lavoro del gruppo operante presso il CREA-IT (Centro di ricerca Ingegneria e trasformazioni agroalimentari) di Treviglio (Bergamo), composto da Simone Giovinazzo, Andrea Lazzari e Carlo Bisaglia, che coordina il progetto.

Anche in questo caso, i temi dell’automazione e della sostenibilità hanno dei punti di contatto con il Progetto LEO, nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità globale previsti dall’Agenda 2030, verso una zootecnia 4.0.

Dopo aver fatto un quadro sulla struttura del Centro di ricerca Ingegneria e trasformazioni agroalimentari, Brambilla ha approfondito il contesto tecnico-sociale attuale (su dati Nomisma), che evidenzia, tra gli altri elementi, una diminuzione degli occupati in agricoltura e del numero di aziende agricole (ma con un aumento delle loro dimensioni in termini di SAU, +58%). Inoltre, c’è un aumento del ricorso a manodopera esterna per determinati lavori (come, ad esempio, per la mungitura) e l’affidamento a contoterzisti della quasi totalità dei lavori di raccolta. Aumenta anche il livello di formazione degli imprenditori agricoli, con un +1,7% di conduttori in possesso del titolo di laurea.

“La digitalizzazione del settore agroalimentare – ha sottolineato il relatore – è in una fase cruciale e si affaccia, come opportunità molto rilevante, l’offerta di tecniche di ‘zootecnia di precisione’.” Ci sono poi altri aspetti da considerare, tra i quali un aumento della domanda di prodotti di origine animale “di qualità”, una esigenza di maggior economicità nella gestione aziendale (una percentuale elevata dei costi riguarda le macchine), più sanità nella mandria (quindi tecnologie per early warnings), più sostenibilità ambientale. “Migliorare il livello di produzione – ha detto per inciso Brambilla – è ‘sostenibilità’ “.

L’avvento della zootecnia di precisione comporta quindi una riorganizzazione del lavoro, considerando anche che in allevamento c’è una certa variabilità da gestire, e questo è un obiettivo della meccanizzazione.

Interessante, nella relazione, anche il quadro storico nell’evoluzione tecnologica delle macchine per gestire l’alimentazione in stalla: si va dai primi test di laboratorio (anno 1930) fino all’avvento di quello che può essere considerato il primo “sensore di precisione”, cioè la bilancia elettronica (1990).

E per il futuro? Guardando al 2025 e oltre, l’automazione è un’opzione sempre più possibile. Su questo assunto si basa il progetto Autofeed del CREA-IT. Partito il 1° settembre 2019, per l’automazione dell’alimentazione per gli allevamenti bovini della Lombardia, finanziato dalla Regione lombarda, il progetto, con a capofila il Crea-IT, si avvale di diverse partnership e, tra i suoi obiettivi, ha quello di operare una valutazione delle condizioni d’impiego degli AFS e di sistemi di automazione parziale delle operazioni di razionamento e di gestione della razione in alcuni allevamenti di bovini da latte e da carne della Lombardia per rendere economica e conveniente l’introduzione di questi sistemi in azienda, migliorare le condizioni di accesso all’alimento da parte degli animali e migliorare l’efficienza del razionamento unifeed. A seguire, il relatore ha fornito diversi esempi pratici applicativi, evidenziando i possibili cambiamenti che intervengono in un processo di automazione dell’alimentazione.

Per chiunque volesse approfondire i contenuti del progetto Autofeed del CREA-IT, è possibile visitarne il sito.

Le tre relazioni, in versione integrale, presentate al Convegno alla 115esima Fieragricola di Verona, curate da Camillo Zaccarini Bonelli (Ismea), da Alessandro Marchi (Azienda Agricola Cà Marmocchi e Caseificio Rosola) e da Massimo Brambilla (Crea-IT), si possono vedere sul sito di A.I.A..

Per chi volesse ascoltare e rivedere integralmente i lavori del Convegno, la registrazione è presente sul canale YouTube dell’Associazione.

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