Fieragricola Verona: quali sfide per comparto zootecnico nazionale

Fieragricola Verona: quali sfide per comparto zootecnico nazionale

Associazione Italiana Allevatori

Nell’ambito della 115esima Fieragricola di Verona, al Convegno organizzato da A.I.A. dal titolo “Valorizzare la sostenibilità in zootecnia: quadro politico ed esempi pratici”, un ampio confronto – moderato dal direttore generale dell’Associazione Italiana Allevatori, Mauro Donda – si è sviluppato attorno agli interventi del presidente Roberto Nocentini, del vicepresidente e Ad dell’Azienda Maccarese Spa Claudio Destro, dell’allevatore e veterinario Alessandro Marchi, titolare dell’azienda Cà Marmocchi e del caseificio di Rosola, a Zocca, sull’Appennino Modenese, di Massimo Brambilla, del Crea-IT, che ha illustrato casi concreti analizzati nel progetto Autofeed. Riccardo Negrini, direttore tecnico di A.I.A., ha informato su alcune applicazioni pratiche più attuali con lo sviluppo del Progetto LEO; anche in termini di sostenibilità.

Nodi centrali sono stati affrontati nella relazione del Dirigente Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), Camillo Zaccarini Bonelli, sul tema “Verso una PAC più sostenibile?”. Una relazione che ha condiviso passaggi importanti con l’intervento successivo del presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, anche sulle prospettive della Politica Agricola Comune, attualizzate rispetto alla concomitante crisi russo-ucraina, e di quanto si sta facendo in merito al Piano Strategico Nazionale ed agli ecoschemi.

Nella sua relazione, Zaccarini Bonelli ha tra l’altro fatto cenno al valore assoluto della zootecnia nazionale ed al suo contributo chiave per l’intera produzione agroalimentare. Il Dirigente Ismea si è concentrato principalmente sulla rilevanza del comparto zootecnico e sulla sua redditività, analizzando l’andamento della numerosità delle aziende di allevamento nazionali, dagli ultimi dati Istat disponibili, fino al 2021, l’incidenza sulla fase produttiva agricola e industriale, alcune elaborazioni sulla ragione di scambio e la redditività, in particolare su prezzi e costi nei settori degli allevamenti da carne e da latte.

Altre sfide che attendono il comparto zootecnico nazionale sono riferibili al cosiddetto “risk management”: in proposito, Zaccarini Bonelli ha descritto la distribuzione delle polizze sulla zootecnia per prodotto e alcune variabili di mercato, relative all’anno 2020, ed i valori assicurati per garanzia (40% abbattimento forzoso, 47% costo di smaltimento, 13% mancato reddito, sempre relativamente al 2020). Un altro tema affrontato è stato quello dell’uso degli antibiotici in zootecnia,analizzando il trend nazionale e gli scenari relativi all’obiettivo dell’Unione europea in materia al 2030.

Successivamente, il relatore si è soffermato sugli scenari emissivi di metano (CH4) per la cosiddetta “Fermentazione enterica”. L’analisi, basata su previsioni Ismea per il latte bovino, in termini di fattore emissivo per unità di prodotto (litro di latte) indica una riduzione dei livelli nel tempo, conseguenza di un miglioramento della resa produttiva che consente un’ottimizzazione delle emissioni a fronte di un numero di capi più contenuto. La numerosità dei capi rappresenta un fattore limitante al calo delle emissioni e determina una certa incomprimibilità sul fronte del contributo emissivo da parte del settore stesso.

Altra parte della relazione ha riguardato la “sfida meteoclimatica” per la zootecnia europea, avvalendosi anche ad un richiamo agli atti del workshop Ismea nel corso del quale è stata svolta un’analisi preliminare di fattibilità per polizze parametriche nell’allevamento bovino da latte, studio elaborato dal professor Alessandro Nardone che l’Istituto sta implementando.

Infine, l’ultima parte dell’intervento di Zaccarini Bonelli ha riguardato il Piano strategico nazionale della nuova PAC 2023-2027: in questo contesto, si è parlato, fra gli altri argomenti, di transizione ecologica (dotazione di 10 miliardi di euro, tra primo e secondo pilastro della Politica Agricola Comune, destinati ad interventi con chiare finalità ambientali: ecoschemi, interventi agro-climatici-ambientali, interventi forestali, investimenti per la sostenibilità ambientale, indennità Natura 2000 e Direttiva acque), dell’impegno ambientale come leva di competitività, da sostenere anche con un rinnovato impegno su sistemi di certificazione nazionali di qualità in grado di incorporare pure i maggiori sforzi ambientali delle aziende, di sinergie con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza-PNRR (interventi per fotovoltaico e biometano, meccanizzazione e agricoltura di precisione, eccetera). Nonostante le numerose criticità, ha concluso il Dirigente dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agroalimentare, “ci sono margini di miglioramento per la zootecnia, ma c’è bisogno di risorse per la comunicazione del suo valore pure in termini di sostenibilità e valorizzazione del consumo delle produzioni di origine zootecnica”.

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