Il digitale per il benessere animale

Il digitale per il benessere animale

IZSUM

Il benessere animale, già a partire dagli anni ‘70 con la Convenzione di Strasburgo (1976) sulla protezione degli animali negli allevamenti, è diventato oggetto di crescente attenzione da parte sia dell’opinione pubblica che del legislatore. Al fine di monitorare i livelli di benessere animale in allevamento, pur non potendo prescindere dall’osservazione degli addetti di stalla, la tecnologia fornisce meccanismi di osservazione del tutto nuovi che sono di supporto nella gestione della stalla. 

Numerose sono le definizioni di benessere animale e tutte tengono conto dell’ambiente, della fisiologia e del comportamento specifico dell’animale. Huges nel 1976 ha definito il benessere animale come “uno stato di salute completo, sia fisico che mentale, in cui l’animale è in armonia con il suo ambiente”, mentre Broom e Johnson lo hanno definito come “Lo stato di un individuo per quanto concerne le sue capacità di adattarsi all’ambiente”.

Per la valutazione del benessere animale vengono utilizzati sia indicatori diretti, che mirano a registrare e misurare le reazioni degli animali all’ambiente in cui sono allevati, che indicatori indiretti, per rilevare le caratteristiche dell’ambiente in cui vivono gli animali.

Gli indicatori diretti sono: 

 Comportamentali 

 Fisiologici 

 Patologici

 Di produttività

Indicatori indiretti rilevano le caratteristiche di:

 Strutture e sistemi di allevamento (caratteristiche delle aree funzionali, tipo di stabulazione, qualità della lettiera, areazione ventilazione, sistema di alimentazione)

 Gestione (alimentazione, mungitura, manutenzione impianti)

 Relazione uomo-animale (qualità e quantità)

Come accennato, i livelli di benessere animale in allevamento possono essere costantemente monitorati anche grazie alle nuove tecnologie. In alcune realtà zootecniche si può ormai parlare di zootecnia di precisione (Precision Livestock Farming – PLF) cioè di utilizzo di tecnologie per misurare indicatori fisiologici, comportamentali, produttivi e riproduttivi sui singoli animali, con l’obiettivo di migliorare le strategie gestionali e le performance dei soggetti allevato.

L’applicazione nelle aziende di queste tecnologie diventa sempre più affidabile e permette il rilievo di un grande numero di informazioni, che può risultare di grande aiuto per gestire e controllare la mandria in maniera efficace e remunerativa.  “La zootecnia di precisione è una strategia di gestione che raccoglie, elabora e analizza dati temporali, spaziali ed individuali e li combina con altre informazioni per supportare le decisioni gestionali in benessere animale alla variabilità stimata per migliorare l’efficienza di utilizzo delle risorse, la produttività, la qualità, la redditività e la sostenibilità della produzione zootecnica”, spiega la Società Internazionale per l’Agricoltura di Precisione.

I dati generati durante le varie fasi zootecniche stanno offrendo una serie di cambiamenti per:

  • Ottimizzare la salute e il benessere degli animali;
  • Aumentare l’efficienza e la produttività della gestione dell’azienda agricola;
  • Ridurre gli impatti ambientali, per garantire una migliore tracciabilità;
  • Migliorare la sicurezza alimentare;
  • Ridurre il ricorso a interventi non necessari.

Negli ultimi 10 anni, le tecnologie del PLF sono state adottate in una serie di sistemi di allevamento diversificati, in particolare in quelli del settore lattiero-caseario Queste tecnologie includono:

  • Sistemi di localizzazione in tempo reale per rilevare la posizione degli animali e dedurne l’attività 
  • Accelerometri, per misurare se un animale si trova in piedi, sdraiato, in movimento e persino se sta mangiando o ruminando 
  • Telecamere abbinate all’analisi delle immagini per descrivere, rispettivamente, la distribuzione e l’attività dei suini e del pollame 
  • Registrazione dei suoni per rilevare la presenza di tosse o le vocalizzazioni degli animali con algoritmi in grado di distinguere tra tosse patologica e non patologica nell’86% dei casi
  • Registrazione della temperatura e dell’umidità, ad esempio, all’interno dei veicoli che trasportano gli animali, o della temperatura degli animali stessi 
  • Bilance per pesare gli animali o controllare la loro alimentazione
  • Sensori specifici per il monitoraggio di biomarker come il pH ruminale nelle vacche ormoni o gas 

Quindi, con queste tecnologie è possibile ad esempio calibrare la quantità della miscelata e controllarne la qualità, localizzare in tempo reale ogni singolo animale in qualsiasi zona della stalla, monitorare il peso dell’animale ed il consumo di alimento, segnalando eventuali perdite di peso; o ancora individuare precocemente l’insorgenza di mastiti attraverso il rilievo della conducibilità elettrica del latte, e così via. 

La PLF rappresenta un campo in fortissima evoluzione che offre nuove opportunità per aumentare l’efficienza e la sostenibilità delle produzioni zootecniche migliorando la salute e il benessere degli animali e supportando la tracciabilità dell’intera filiera. 

L’attività della Task 4 (Azione 1) del Progetto LEO consiste nella identificazione dei principali strumenti di PLF. Lavorando sul loro utilizzo, e conseguente recupero/gestione dei dati prodotti, si alimenta il sistema che infine arricchirà l’open data.

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Via Ventiquattro Maggio, 44/45, 00187 Roma RM, Italia.

info@leo-italy.eu

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