La razza Maremmana: esempio di biodiversità e di adattamento ambientale

La razza Maremmana: esempio di biodiversità e di adattamento ambientale

UNIPA

Diverse razze bovine italiane come la Marchigiana, la Romagnola, la Chianina, la Calvana, la Podolica, la Cinisara, la Modicana e la Maremmana appartengono al gruppo “Podolico”. Tra queste, la Maremmana è una delle razze bovine più conosciute. Questi bovini, rispetto alle altre razze di ceppo podolico, mostrano alcune caratteristiche ancestrali come il dimorfismo sessuale e le lunghe corna tipicamente a forma di lira.

Femmina di razza Maremmana
Maschio di razza Maremmana

La Maremmana viene allevata tra la bassa Toscana e l’alto Lazio principalmente in condizioni estensive. Nel corso del XX secolo, la razza ha attraversato momenti di crisi, con una forte contrazione numerica, anche a causa a delle opere di bonifica della zona paludosa della Maremma, che comportarono una riduzione dei terreni in cui la stessa pascolava.

La razza è dotata di caratteristiche importanti come la robustezza, la resistenza alle malattie, la frugalità, che le permettono di valorizzare ambienti marginali o a bassa potenzialità produttiva. In passato era allevata per il lavoro, mentre l’attuale indirizzo produttivo riguarda la produzione di carne.

Con lo sviluppo di innovative e sofisticate tecniche analitiche, oggi è possibile definire adeguati piani di conservazione e/o caratterizzazione funzionale e genetica delle risorse animali locali, ovviamente tenendo in debita considerazione la loro originaria attitudine produttiva e soprattutto con la prospettiva di interventi chiave per la valorizzazione economica e commerciale delle loro produzioni.

In virtù di queste caratteristiche, è stato condotto uno studio per identificare le regioni genomiche potenzialmente coinvolte nella diversità fenotipica osservata tra i bovini di razza Maremmana e le altre razze italiane di derivazione podolica. L’analisi è stata condotta su un campione di 146 Maremmane e 174 animali appartenenti alle altre razze di ceppo Podolico, utilizzando i genotipi a migliaia di marcatori provenienti dal BeadChip Bovine SNP50K e combinando tre approcci statistici comunemente utilizzati per l’identificazione di regioni genomiche sotto selezione (selection signatures) all’interno (iHS) o tra coppie di popolazioni (Rsb e XP-EHH).

Per studiare le relazioni tra le razze e gli individui, è stata inoltre condotta un’analisi di multidimensional scaling (MDS), ed è stato rappresentato un albero filogenetico (Neighbor-joining, NJ) sulla base delle distanze genetiche. I risultati relativi all’analisi MDS e al NJ hanno rivelato una netta separazione tra la Maremmana e le altre razze di derivazione Podolica.

Nel complesso, i tre approcci hanno rivelato 19 regioni genomiche potenzialmente sotto selezione. All’interno di queste regioni, sono stati identificati geni legati allo sviluppo muscolare, alla crescita e più in generale alla qualità della carne, che potenzialmente riflettono i diversi schemi di allevamento tra la Maremmana e le altre razze di origine Podolica.

La Maremmana è da sempre allevata nella Maremma, una zona che è stata endemica della malaria e di altre malattie trasmesse dalle zecche. Lo studio ha evidenziato diversi geni sotto selezione legati all’adattamento ambientale, come le chemochine (coinvolte in modo cruciale nelle risposte immunitarie) e geni con ruolo chiave nelle malattie polmonari o associati alla resistenza/suscettibilità alla malaria.

I nostri risultati suggeriscono che la selezione naturale ha avuto un ruolo importante nel caratterizzare l’architettura genomica della razza Maremmana. Le informazioni sulla posizione di queste regioni possono essere utilizzate per rilevare varianti che conferiscono un vantaggio selettivo per i tratti adattivi, e forniscono informazioni utili per il futuro, come punto di partenza per eventuali piani di selezione per l’adattamento ambientale delle razze commerciali di uso comune.

Infatti, va ricordato che questo importante patrimonio di biodiversità rappresenta un serbatoio di potenziali geni dai quali attingere nei futuri piani di selezione, che dovranno tenere in conto aspetti legati all’adattamento ambientale anche in funzione dei cambiamenti climatici.

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