L’importanza della genetica nella mitigazione dello stress da caldo

L’importanza della genetica nella mitigazione dello stress da caldo

UNITUS

Le bovine da latte, in particolare gli animali in lattazione e con elevate produzioni, sono particolarmente sensibili al caldo per l’elevata quantità di calore che devono smaltire. I cambiamenti fisiologici che tutto questo innesca si traducono, in una minore produzione e fertilità. Per fronteggiare lo stress da caldo, sono stati proposti tre diversi schemi di intervento relativi a:

  1. selezione di razze meno sensibili al caldo;
  2. interventi nutrizionali e di management dell’alimentazione;
  3. modificazioni fisiche dell’ambiente.

I primi studi effettuati all’inizio degli anni 2000 dai ricercatori dell’Università della Georgia sulle vacche da latte hanno reso possibile quantificare la componente genetica legata allo stress da caldo ed a stimarne i relativi effetti sia sui caratteri produttivi (latte, grasso e proteina) che riproduttivi (tasso di non ritorno a 60 e 90 giorni).

Inoltre, uno studio del 2005 negli Stati Uniti e più recentemente in Italia da ricercatori dell’Università della Tuscia ha permesso di quantificare le differenze genetiche fra i tori per i caratteri produttivi in condizioni di stress da caldo. In entrambi gli studi è stato analizzato l’effetto genetico legato ai caratteri produttivi. I risultati hanno quantificato una grande variabilità fra i tori di razza Frisona, con effetti che andavano da -0,48 kg a + 0,38 kg di latte per punto di Temperature Humidity Index (THI) dal peggior al migliore toro per resistenza allo stress da caldo nello studio americano, e da 0,47 a +0,27 kg di latte per unità di THI e da -0,87 a +1,02 punti percentuali di proteine per ogni aumento di una unità di THI.

Nel 2017, in Australia, è stato pubblicato il primo indice ufficiale per la resistenza allo stress da caldo(HT), sviluppato con l’aiuto della genomica e con i dati dei controlli funzionali, temperatura ed umidità delle stazioni meteorologiche più vicine ad ogni allevamento per stimare il livello di perdita produttiva che si verifica all’aumentare del livello di THI oltre la soglia di termo neutralità che è stata individuata essere pari a 24 gradi (°C) equivalenti.

L’indice è poi stato standardizzato in modo da essere espresso su una scala percentuale con media 100 e deviazione standard 5. Tori le cui figlie tollerano meglio il caldo hanno valori superiori a cento. Un toro con indice 105 tollera per il 5% meglio le condizioni umide e calde rispetto alla media. Un toro con indice 95 invece tollera per il 5% meno le condizioni di stress da caldo rispetto alla media. Anche gli allevatori italiani di razza Frisona hanno a disposizione l’Indice per la tolleranza al caldo grazie alla valutazione genetica ufficiale di aprile 2022. L’indice è specifico per l’ambiente italiano ed è calcolato, come quello australiano, su una scala con media 100 e deviazione standard pari a 5 (Tabella 1).

Si tratta di una buona notizia per gli allevatori che, oltre ad attrezzare le stalle con i migliori strumenti per mitigare gli effetti delle ondate di calore, potranno anche scegliere padri e madri per selezionare mandrie più tolleranti, mantenendo le proprie performance produttive e riproduttive.

Tabella 1 – I primi 20 tori genomici italiani ordinati per GPFT ed il nuovo indice IHT (Fonte ANAFIBJ)

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