Chi siamo

PROGETTO LEO La zootecnia diventa digitale

Il grande patrimonio del nostro Paese in un’unica piattaforma informatica

UN DATABASE CHIAVE PER L'EUROPA

Il progetto LEO riunisce in un’unica banca dati digitale tutte le informazioni relative al comparto zootecnico, settore produttivo chiave per l’economia del nostro Paese.

Finalità molteplici verso un grande obiettivo finale: sostenere e migliorare la qualità delle produzioni zootecniche italiane nel rispetto del benessere animale e dell’ambiente.

LEO è un’iniziativa unica in Europa: informazioni accessibili per favorire lo scambio e la condivisione, la trasparenza di tutta la filiera zootecnica e la sicurezza dei prodotti alimentari.

UN SISTEMA "TOTALE"

Le informazioni fornite dal progetto LEO abbracciano: l’ambiente, la sanità e il benessere animale, il clima e la qualità dei prodotti.

Dati aggiornati e specifici raccolti a livello nazionale per una zootecnia ancor più di precisione.

Il progetto LEO sarà lo strumento per vincere sfide del futuro: sostenibilità, sicurezza, benessere.


OBIETTIVI SPECIFICI

Sicurezza alimentare One Health

Sostenibilità economica

Le informazioni fornite dal progetto LEO abbracciano: l’ambiente, la sanità e il benessere animale, il clima e le informazioni fornite dal progetto LEO abbracciano: l’ambiente, la sanità e il benessere animale, il clima e dati aggiornati e specifici raccolti a livello nazionale il progetto LEO sarà lo strumento per vincere sfide sostenibilità



Capofila

I Partner

Approfondimenti

Il progetto LEO (Livestock Environment Opendata) ha come scopo principale quello di connettere le molteplici informazioni riguardanti il mondo zootecnico che vengono registrate dai diversi organismi in un’unica banca dati organizzata in modalità open, che consenta quindi a tutti gli operatori del settore di accedere in modo efficace alle informazioni contenute. Solamente combinando assieme le informazioni sull’ambiente, la sanità, il benessere animale, il clima e la qualità dei prodotti sarà effettivamente possibile valorizzarle per vincere le sfide del futuro: sostenibilità, sicurezza e biodiversità.

Il progetto LEO rientra nella sottomisura 16.2 del PSRN ed è finanziato dalla Comunità Europea attraverso i Piani di Sviluppo Rurale della programmazione 2014-2020. In particolare, lo Stato Italiano ha finalizzato il finanziamento al miglioramento genetico del patrimonio zootecnico e biodiversità animale, all’interno della focus area 4a, attivando le due sottomisure 10.2 e 16.2.

L’obiettivo di questa strategia nazionale della biodiversità è rappresentato in primis dalla sottomisura 10.2 che persegue lo sviluppo di nuove azioni per la conservazione della biodiversità animale nelle specie d’interesse zootecnico, attraverso il mantenimento e l’uso sostenibile della variabilità genetica con l’implementazione di azioni innovative che vadano ad affiancarsi agli strumenti tradizionalmente utilizzati in questo ambito attraverso la tenuta dei Libri Genealogici e dei Registri Anagrafici. In questa sottomisura rientrano le azioni innovative che ogni comparto sta mettendo in pratica attraverso i progetti gestiti dagli Enti Selezionatori.

Contestualmente, in connessione con la misura 10.2, la strategia nazionale si pone l’obiettivo del miglioramento delle performance degli allevamenti italiani basato sull’impiego di strumenti che rappresentano le vere priorità della zootecnia futura. In particolare, vengono considerati: il miglioramento delle specie e razze allevate in termini di adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici (aumento della resilienza); la riduzione delle emissioni in atmosfera; il miglioramento degli aspetti generali del benessere animale; il miglioramento dell’efficienza produttiva e riproduttiva intesa soprattutto come qualità e sostenibilità delle produzioni; il miglioramento della resistenza naturale degli animali alle patologie e con questo la progressiva riduzione dell’utilizzo di farmaci in allevamento. Il progetto LEO, quindi, mette in connessione le diverse informazioni esistenti e garantisce la raccolta di nuove informazioni che possano essere la base di un grande obiettivo finale: sostenere e migliorare la qualità delle produzioni zootecniche italiane in termini di sostenibilità e sicurezza, con particolare riferimento alla conservazione e valorizzazione della biodiversità.

La logica seguita per la costituzione di questa imponente banca dati zootecnica è quella della cooperazione applicativa, ossia di rendere possibile a più sistemi informativi di essere connessi in rete e di dialogare tra loro scambiando informazioni e di attivare processi elaborativi nelle rispettive applicazioni. Per ottenere questo risultato è stato determinante costituire un partenariato molto qualificato che comprende tutte le categorie individuate nella sottomisura 16.2 ed è composto da istituzioni e membri leader a livello nazionale e internazionale nel settore zootecnico, veterinario e informatico. In particolare, il capofila è l’Associazione Italiana Allevatori con la propria organizzazione territoriale (ARA, laboratori per le analisi del latte, laboratorio di coordinamento LSL, tecnici di campagna), l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (IZSAM) gestore della Banca Dati Nazionale (BDN) che sarà condivisa in cooperazione applicativa, l’Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani, leader nel settore della fertilità e riproduzione maschile e possessore e gestore della Banca Dati sulla Fertilità Maschile, anch’essa condivisa in cooperazione applicativa, l’Istituto di Zootecnica – Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Piacenza (UNICATT) che vanta la partecipazione a numerosi progetti nazionali e internazionali, il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) – Università degli Studi della Tuscia (UNITUS) leader nel campo della sostenibilità ambientale e degli effetti dei cambiamenti climatici in zootecnia, il Consorzio per la Sperimentazione, Divulgazione e Applicazione di Biotecniche Innovative (ConSDABI) già National Focal Point Biodiversità della FAO, il Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Palermo (UNIPA), con esperienza nel campo dei piccoli ruminanti e suini, a cui si aggiunge l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (IZSUM), con competenze specifiche negli aspetti di carattere sanitario e nelle patologie-sindromi negli animali zootecnici. Inoltre è stata inclusa la società Bluarancio SpA, con competenze nella gestione degli Open Data, che garantisce servizi informatici di supporto attraverso attività dirette o con l’ausilio dei migliori partner tecnologici del mercato.

Il progetto si occupa della raccolta dei dati innovativi che si possono raggruppare in dati climatici (ClimData), dati di laboratorio (LAbData), dati sanitari (HealthData), dati rilevati da sensori di Precision Farming (PLFData) e dati delle performance individuali, collettive o aziendali (FieldData), con un impegno molto importante sulla standardizzazione e validazione dei protocolli di raccolta (Azione 1 e 3), sulla effettiva raccolta in azienda e memorizzazione delle informazioni (Azione 2) e sulla creazione dell’open-data (Azione 4). Molto importante è anche la parte relativa alla disseminazione e divulgazione dei risultati ottenuti. Lo schema rappresenta graficamente la struttura di LEO e la connessione tra le 5 azioni che, a loro volta, sono suddivise in un totale di 21 Task.

La creazione di un database integrato di livello nazionale contenente dati zootecnici, sanitari e climatici realizza il primo obiettivo della sottomisura e fornisce la possibilità concreta di avere a disposizione in un unico database tutte le informazioni relative ad un animale, da quelle sanitarie a quelle produttive, includendo anche le informazioni ambientali e climatiche. Ciò rappresenta un passo in avanti senza precedenti nel panorama zootecnico nazionale in quanto l’organizzazione dell’informazione così allargata e integrata apre nuove frontiere alla ricerca scientifica negli ambiti che in questo momento rappresentano i temi più attuali in discussione nella società: sostenibilità, cambiamenti climatici, benessere animale e biodiversità. La corretta gestione della biodiversità dipende in maniera decisiva dalla quantità di informazioni disponibili che consentono di caratterizzare un individuo o un’area produttiva, soprattutto se queste sono disponibili su un ampio arco temporale e su tutto il territorio. Queste informazioni rappresentano un valore aggiunto indiscutibile, non solo per le specie zootecniche che già presentano elevati standard produttivi e manageriali, come i bovini da latte, ma soprattutto per quelle specie e razze presenti in territori meno avvantaggiati o che non hanno mai sfruttato appieno il loro potenziale produttivo, come gli ovi-caprini.

La creazione di un sistema Open Data per la condivisione dei dati realizza quella rivoluzione informatica che sta accompagnando il 21esimo secolo, che si caratterizza soprattutto per la possibilità di raccogliere, gestire e condividere in tempo reale un’enorme quantità di informazioni di vario genere e tipo (“Big Data”). Questo approccio, già presente e ampiamente utilizzato da tutti noi quotidianamente attraverso, ad esempio, alcune app dei nostri smart phone, metterà in condivisione le informazioni, approccio ancora poco presente nel panorama agro-zootecnico nazionale, e consentirà la creazione di nuovi servizi per gli allevatori.