2 Settembre 2021

Buone pratiche nell’utilizzo del materiale seminale congelato

Istituto Sperimentale Italiano "Lazzaro Spallanzani" - Laboratorio Genetica Molecolare

“In fin dei conti, il diavolo
dimora nei dettagli”. È con questa frase che il poeta Paulo Coelho ci riporta
all’importanza di ciò che spesso trascuriamo per la fretta o per la necessità
di trovare soluzioni pratiche nelle attività quotidiane. Per quanto riguarda
gli allevamenti zootecnici, una parte rilevante di queste attività è rivolta alla
selezione per il miglioramento genetico basato su schemi riproduttivi di
accoppiamento tramite l’inseminazione artificiale (IA) con materiale seminale
congelato. L’attenzione nella conservazione, manipolazione e scongelamento del
seme congelato garantisce una buona qualità dello stesso contribuendo ad
ottenere più gravidanze aumentando l’efficienza dell’allevamento e delle sue attività
produttive. A tale proposito, la criobiologia studia il comportamento delle
cellule a basse temperature che ne determinano l’arresto metabolico per lunghi
periodi di tempo. Ovviamente, il grande prodigio legato alla sospensione dei
parametri vitali della cellula avviene con la ripresa delle normali funzioni
biologiche all’atto del suo scongelamento. Ad oggi, questa scienza ha reso
possibile la commercializzazione delle svariate tipologie di materiale seminale
a disposizione degli allevamenti per il loro più rapido sviluppo tecnologico.
Tra questi oltre al convenzionale, ricordiamo il seme sessato nelle varianti dell’americana
Sexing Technologies (ST) e ABS Global, e a lento rilascio tramite tecnologia norvegese
“SpermVital” (AS), che ne garantisce la sopravvivenza all'interno dell'utero
per tempi prolungati. Questi ultimi necessitano particolare attenzione in
quanto si tratta di materiale che oltre al congelamento ha subito trattamenti
legati alla tecnologia. Ovviamente, è la conoscenza di questi prodotti a
guidarne l’impiego suggerendo, ad esempio, l’uso di seme sessato ST solo su manze
dove consentirebbe il raggiungimento del tasso di concepimento dell’80% della
media aziendale ottenibile con seme convenzionale, del sessato ABS su manze e
primipare con tasso di successo atteso del 90% e del seme a lento rilascio
indicato per le femmine problematiche dove aumenterebbe in tasso di
concepimento del 15-20% rispetto al convenzionale. Tutte queste tipologie di
seme hanno un’importante caratteristica comune: il congelamento e la conservazione
in azoto liquido. Pertanto, l’opportunità derivante dall’uso di questi
prodotti, che concorrono già da sé al miglioramento delle performance degli
allevamenti italiani, sarebbe vanificata senza una corretta gestione del
materiale seminale congelato. Se da un lato la responsabilità del
confezionamento delle paillettes di seme di alta qualità è appannaggio dei
centri di produzione, agli utilizzatori resta il compito non meno rilevante di
rispettare la sua natura impiegandolo in maniera corretta. Tutto ciò si
realizza considerando tutte le fasi che partendo dalla gestione del contenitore
criobiologico passano attraverso la manipolazione delle paillettes ed il loro scongelamento
fino all’inseminazione nel pieno rispetto di tempistiche ben pianificate. È
importante ricordare che le paillettes mantenute in azoto liquido a –196°C sono
stabili per un tempo molto lungo, ma la loro esposizione a temperature
superiori a –100°C, anche per tempi brevi, causa un irrimediabile deterioramento
delle caratteristiche qualitative degli spermatozoi. Pertanto, la cura dei
dettagli e il rilievo di ogni piccolo segnale potrebbe fare la differenza tra una
gestione approssimativa dell’azienda e una vera e propria crescita anche sotto
il profilo economico. A titolo di esempio, che potrebbe sembrare banale, la
presenza di ghiaccio sulla superficie esterna del bidone dovrebbe indurci a
sospettarne una perdita di efficienza imponendo quantomeno un incremento della
frequenza dei rabbocchi fino alla sua sostituzione che deve avvenire in tempi
brevi. Fluttuazioni, anche accidentali, della temperatura durante lo stoccaggio
e la movimentazione provocano la formazione di cristalli di ghiaccio con danni
cellulari irreparabili e conseguente perdita della capacità fecondante. Per tale
ragione, l’identificazione chiara e rapida delle paillettes dotando il
contenitore di mappe aggiornate e leggibili limita la manipolazione delle
stesse (rischio scongelamento) e evita eccessive evaporazioni di azoto dal tank.
Ricordiamo inoltre il semplice concetto che ad un congelamento rapido deve
seguire un altrettanto rapido scongelamento da eseguirsi in acqua alla
temperatura ottimale accertata attraverso l’ausilio di un termometro e definita
in base alla specie e al protocollo di congelamento. Cosi come l’avvento della IA
ha rivoluzionato già una volta l’intero comparto zootecnico, le nuove
tecnologie innovative associate al seme congelato cambieranno ulteriormente le
modalità di gestione della riproduzione. Pertanto, per sfruttarne le
potenzialità occorrerà prestare sempre più attenzione alla cura dei particolari
legati all’utilizzo di materiale seminale congelato tanto delicato quanto
rivoluzionario.

    array(0) { }