8 Aprile 2020

Progetto LEO, la zootecnia diventa digitale

A. Tondo - Associazione Italiana Allevatori

Il grande patrimonio del nostro Paese in un’unica piattaforma informatica

Il progetto LEO (Livestock Environment Opendata) ha come scopo principale quello di connettere le molteplici informazioni riguardanti il mondo zootecnico che vengono registrate dai diversi organismi in un’unica banca dati organizzata in modalità open, che consenta quindi a tutti gli operatori del settore di accedere in modo efficace alle informazioni contenute. Solamente combinando assieme le informazioni sull’ambiente, la sanità, il benessere animale, il clima e la qualità dei prodotti sarà effettivamente possibile valorizzarle per vincere le sfide del futuro: sostenibilità, sicurezza e biodiversità.

Il progetto LEO rientra nella sottomisura 16.2 del PSRN ed è finanziato dalla Comunità Europea attraverso i Piani di Sviluppo Rurale della programmazione 2014-2020. In particolare, lo Stato Italiano ha finalizzato il finanziamento al miglioramento genetico del patrimonio zootecnico e biodiversità animale, all’interno della focus area 4a, attivando le due sottomisure 10.2 e 16.2.

L’obiettivo di questa strategia nazionale della biodiversità è rappresentato in primis dalla sottomisura 10.2 che persegue lo sviluppo di nuove azioni per la conservazione della biodiversità animale nelle specie d’interesse zootecnico, attraverso il mantenimento e l'uso sostenibile della variabilità genetica con l’implementazione di azioni innovative che vadano ad affiancarsi agli strumenti tradizionalmente utilizzati in questo ambito attraverso la tenuta dei Libri Genealogici e dei Registri Anagrafici. In questa sottomisura rientrano le azioni innovative che ogni comparto sta mettendo in pratica attraverso i progetti gestiti dagli Enti Selezionatori.

Contestualmente, in connessione con la misura 10.2, la strategia nazionale si pone l’obiettivo del miglioramento delle performance degli allevamenti italiani basato sull’impiego di strumenti che rappresentano le vere priorità della zootecnia futura. In particolare, vengono considerati: il miglioramento delle specie e razze allevate in termini di adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici (aumento della resilienza); la riduzione delle emissioni in atmosfera; il miglioramento degli aspetti generali del benessere animale; il miglioramento dell’efficienza produttiva e riproduttiva intesa soprattutto come qualità e sostenibilità delle produzioni; il miglioramento della resistenza naturale degli animali alle patologie e con questo la progressiva riduzione dell’utilizzo di farmaci in allevamento. Il progetto LEO, quindi, mette in connessione le diverse informazioni esistenti e garantisce la raccolta di nuove informazioni che possano essere la base di un grande obiettivo finale: sostenere e migliorare la qualità delle produzioni zootecniche italiane in termini di sostenibilità e sicurezza, con particolare riferimento alla conservazione e valorizzazione della biodiversità.

Sintesi del Progetto LEO

Il Progetto LEO si propone di rispondere a tutti gli obiettivi indicati nella sottomisura 16.2 attraverso una serie di azioni coordinate e sinergiche, organizzate con una stretta logica interoperativa e sequenziale. La logica seguita per la costituzione di questa imponente banca dati zootecnica è quella della cooperazione applicativa, ossia di rendere possibile a più sistemi informativi di essere connessi in rete e di dialogare tra loro scambiando informazioni e di attivare processi elaborativi nelle rispettive applicazioni. Per ottenere questo risultato è stato determinante costituire un partenariato molto qualificato che comprende tutte le categorie individuate nella sottomisura 16.2 ed è composto da istituzioni e membri leader a livello nazionale e internazionale nel settore zootecnico, veterinario e informatico. In particolare, il capofila è l’Associazione Italiana Allevatori con la propria organizzazione territoriale (ARA, laboratori per le analisi del latte, laboratorio di coordinamento LSL, tecnici di campagna), l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale" (IZSAM) gestore della Banca Dati Nazionale (BDN) che sarà condivisa in cooperazione applicativa, l’Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani, leader nel settore della fertilità e riproduzione maschile e possessore e gestore della Banca Dati sulla Fertilità Maschile, anch’essa condivisa in cooperazione applicativa, l’Istituto di Zootecnica – Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Piacenza (UNICATT) che vanta la partecipazione a numerosi progetti nazionali e internazionali, il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) - Università degli Studi della Tuscia (UNITUS) leader nel campo della sostenibilità ambientale e degli effetti dei cambiamenti climatici in zootecnia, il Consorzio per la Sperimentazione, Divulgazione e Applicazione di Biotecniche Innovative (ConSDABI) già National Focal Point Biodiversità della FAO, il Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Palermo (UNIPA), con esperienza nel campo dei piccoli ruminanti e suini, a cui si aggiunge l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (IZSUM), con competenze specifiche negli aspetti di carattere sanitario e nelle patologie-sindromi negli animali zootecnici. Inoltre, è stata inclusa la società Bluarancio SpA, con competenze nella gestione degli Open Data, che garantisce servizi informatici di supporto attraverso attività dirette o con l’ausilio dei migliori partner tecnologici del mercato.

Il progetto si occupa della raccolta dei dati innovativi che si possono raggruppare in dati climatici (ClimData), dati di laboratorio (LAbData), dati sanitari (HealthData), dati rilevati da sensori di Precision Farming (PLFData) e dati delle performance individuali, collettive o aziendali (FieldData), con un impegno molto importante sulla standardizzazione e validazione dei protocolli di raccolta (Azione 1 e 3), sulla effettiva raccolta in azienda e memorizzazione delle informazioni (Azione 2) e sulla creazione dell’open-data (Azione 4). Molto importante è anche la parte relativa alla disseminazione e divulgazione dei risultati ottenuti. Lo schema rappresenta graficamente la struttura di LEO e la connessione tra le 5 azioni che, a loro volta, sono suddivise in un totale di 21 Task.

Schema delle azioni del progetto LEO

I dati raccolti sono dati zootecnici o climatici, raccolti sui singoli animali o a livello aziendale, che sono inseriti nella banca dati denominata “Database Biodiversità”. Questi dati, alcuni dei quali già consolidati e corredati da protocolli di raccolta standardizzata e di validazione, altri più innovativi che necessitano l’implementazione di tali protocolli, vengono scelti nell’azione 1, vengono raccolti in azienda e poi memorizzati nel database dedicato alla Biodiversità nell’Azione 2, subiscono la fase di validazione nell’azione 3, vanno a popolare la banca dati open nell’azione 4. I risultati raggiunti saranno oggetto di divulgazione e trasferimento dell’informazione per tutta la durata del progetto attraverso l’Azione 5. La banca dati Biodiversità alimenterà le banche dati degli Enti Selezionatori per raggiungere gli obiettivi innovativi della sottomisura 10.2.

I 40 parametri zootecnici che LEO ha raccolto nel primo anno includono parametri di identificazione, di benessere e di qualità delle produzioni tra i quali: Codice azienda nascita/proprietario, Data nascita, Data entrata/uscita allevamento, Data eliminazione, Motivo eliminazione, Destinazione capo (vita o macello), Identificativo (matricola), Razza soggetto, Sesso soggetto, Data diagnosi di gravidanza, Esito diagnosi di gravidanza, Data parto, Facilità al parto, Data asciutta, Data inseminazione, Tipo inseminazione, Razza riproduttore, Razza madre genetica, Numero nati femmine vive, Numero nati femmine morte, Numero nati maschi vivi, Numero nati maschi morti, Peso alla nascita, Data aborto, Data riassorbimento embrionale, Tromboelastografici (K20, A30, IAC, resa), PAG, Urea, BHB, Caseina, Lattosio, Carica batterica, Acidi Grassi Saturi/Insaturi, IBR, Peso Carcassa, Classificazione SEUROP Carcassa. Negli anni successivi saranno aggiunte tutte le informazioni che derivano dalla cooperazione applicativa con le altre basi dati dei partner, le informazioni derivanti dalla creazione di indicatori semplici e complessi derivanti dall’aggregazione dei dati o dalla raccolta di nuovi eventi individuali o informazioni aziendali.

Innovazione attesa

La creazione di un database integrato di livello nazionale contenente dati zootecnici, sanitari e climatici realizza il primo obiettivo della sottomisura e fornisce la possibilità concreta di avere a disposizione in un unico database tutte le informazioni relative ad un animale, da quelle sanitarie a quelle produttive, includendo anche le informazioni ambientali e climatiche. Ciò rappresenta un passo in avanti senza precedenti nel panorama zootecnico nazionale in quanto l’organizzazione dell’informazione così allargata e integrata apre nuove frontiere alla ricerca scientifica negli ambiti che in questo momento rappresentano i temi più attuali in discussione nella società: sostenibilità, cambiamenti climatici, benessere animale e biodiversità. La corretta gestione della biodiversità dipende in maniera decisiva dalla quantità di informazioni disponibili che consentono di caratterizzare un individuo o un’area produttiva, soprattutto se queste sono disponibili su un ampio arco temporale e su tutto il territorio. Queste informazioni rappresentano un valore aggiunto indiscutibile, non solo per le specie zootecniche che già presentano elevati standard produttivi e manageriali, come i bovini da latte, ma soprattutto per quelle specie e razze presenti in territori meno avvantaggiati o che non hanno mai sfruttato appieno il loro potenziale produttivo, come gli ovi-caprini.

La creazione di un sistema Open Data per la condivisione dei dati realizza quella rivoluzione informatica che sta accompagnando il 21esimo secolo, che si caratterizza soprattutto per la possibilità di raccogliere, gestire e condividere in tempo reale un’enorme quantità di informazioni di vario genere e tipo (“Big Data”). Questo approccio, già presente e ampiamente utilizzato da tutti noi quotidianamente attraverso, ad esempio, alcune app dei nostri smart phone, metterà in condivisione le informazioni, approccio ancora poco presente nel panorama agro-zootecnico nazionale, e consentirà la creazione di nuovi servizi per gli allevatori.

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