Il progetto

Il Progetto Livestock Environment Opendata (LEO)

Riunire in un’unica banca dati digitale tutte le informazioni relative al comparto zootecnico, settore produttivo chiave per l’economia italiana, con un grande obiettivo finale: sostenere e migliorare la qualità delle produzioni zootecniche italiane nel rispetto del benessere animale e dell’ambiente. È la missione del Progetto LEO (Livestock Environment Opendata), prima iniziativa di questo tipo in Europa che vuole fornire informazioni accessibili ad allevatori, studiosi, ricercatori, operatori del settore, professionisti e chiunque voglia utilizzarle per favorire lo scambio e la condivisione, la trasparenza di tutta la filiera zootecnica e la sicurezza dei prodotti alimentari.

Ma facciamo un passo indietro, spiegando come è nato questo Progetto unico nel suo genere. Nel 2017, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ha messo a bando la sottomisura 16.2 sulla Biodiversità animale all’interno del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale 2014-2020 (PSRN). La sottomisura si propone in generale di promuovere lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie attraverso la creazione di un sistema di gestione unitario delle informazioni per la biodiversità zootecnica.

Scopo principale del bando è dunque connettere le molteplici informazioni riguardanti il mondo zootecnico che vengono registrate dai diversi organismi in un’unica banca dati organizzata in modalità open, che consenta quindi a tutti gli operatori del settore di accedere in modo efficace alle informazioni contenute.

L’obiettivo deve essere conseguito attraverso la costituzione di un partenariato fra attori pubblici e/o privati il cui fine è fare emergere nuove esigenze conoscitive, attraverso lo sviluppo di attività di raccolta di dati di campo che siano poi organizzati e resi disponibili attraverso una banca dati di tipo “Open Data”, appunto. Il partenariato deve inoltre garantire la trasparenza dei risultati e la pubblica utilità dei prodotti, integrando le conoscenze prodotte per garantire un’elevata qualità delle produzioni primarie in termini di salubrità, ma anche di sostenibilità e benessere degli animali.

Questa sottomisura è finalizzata a incentivare innovazioni di sistema, processo, pratiche e prodotto in relazione alla gestione e all’utilizzo delle informazioni relative al settore zootecnico per sostenere miglioramento in particolare delle buone pratiche in ambito di sostenibilità ambientale, con particolare riferimento alla conservazione e valorizzazione della biodiversità e, al contempo, per migliorare la competitività dell’aziende agricole italiane.

Le azioni del Progetto LEO

Questi obiettivi sono perseguiti dal Progetto LEO, vincitore del bando, che vede come capofila l’Associazione Italiana Allevatori(AIA). Il partenariato di LEO include tutte le categorie previste nella sottomisura e in particolare: una associazione allevatori di livello nazionale (Sistema AIA), due possessori di banche dati (IZSAMBDN e Istituto SpallanzaniBanca Dati Fertilità); quattro enti di ricerca (Università Cattolica di Piacenza, Università della Tuscia, Università di Palermo, ConSDABI), un istituto competente in materia di sanità animale ed igiene delle produzioni zootecniche (IZSUM) e una società informatica con competenza specifica sull’Open Data (Bluarancio).

Il Progetto LEO si propone di rispondere a tutti gli obiettivi indicati nella sottomisura 16.2 attraverso una serie di azioni coordinate e sinergiche previste in sei anni di attività e organizzate con una stretta logica interoperativa e sequenziale: nello specifico, il Progetto si articola in cinque azioni a loro volta suddivise in ventuno “task”. Nella figura seguente è riportato lo schema delle attività previste dal Progetto LEO.

Azione 1: Scelta di nuovi parametri da mettere a disposizione della banca dati unica zootecnica. Tale azione include la scelta in base a evidenze scientifiche e la definizione di protocolli di standardizzazione della metodologia di raccolta.

Azione 2: Raccolta dei dati in campo e predisposizione della banca dati, con garanzia di copertura di tutto il territorio nazionale e di tutte le specie ad interesse zootecnico. Interscambio dati con i beneficiari della sottomisura 10.2.

Azione 3: validazione dei dati.

Azione 4: creazione dell’open data in cooperazione applicativa con le altre banche dati esterne che costituirà la banca dati unica zootecnica.

Azione 5: divulgazione a tutte le categorie di stakeholder interessate.

Il ruolo del capofila AIA

L’Associazione Italiana Allevatori (AIA), organizzazione che da quasi ottant’anni lavora per il miglioramento e la valorizzazione del bestiame allevato e dei prodotti da esso derivati, è il primo partner del Progetto LEO. Come tale, AIA assolve al compito di coordinamento generale dell’attività del Progetto, mettendo a disposizione tutto il suo know-how e l’esperienza pluridecennale nella raccolta dei dati, coordinando i partner scientifici e detentori di altre banche dati zootecniche. A livello pratico, mette a disposizione la sua competenza nella raccolta dati in campo grazie all’esperienza maturata con la gestione dei controlli della funzionalità produttiva degli animali che ha fornito negli ultimi 70 anni i dati per la selezione genetica dei riproduttori.

Grazie alla sua struttura territoriale, è in grado di entrare negli allevamenti ad intervalli periodici ad opera di tecnici specializzati e formati, Inoltre, grazie alla rete di laboratori certificati e accreditati è in grado di analizzare fino a 20.000 campioni in un giorno per singolo laboratorio di analisi.

Nello specifico, AIA e le sue strutture regionali associate contano 78 sedi operative territoriali e 14 laboratori di analisi in rete, oltre 780 tecnici esperti e più di 47.000 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale dei diversi comparti produttivi. Ad ogni ingresso in stalla, AIA raccoglie dati individuali utilizzando l’identificativo nazionale ufficiale gestito dal Ministero della Salute attraverso la Banca Dati Nazionale dell’anagrafe degli animali (BDN).

Pur non essendo l’iscrizione ai controlli funzionali obbligatoria per l’allevatore, i dati raccolti da quest’attività rivestono un’importanza primaria anche nell’ambito della gestione dell’allevamento e, per questo motivo, oltre il 75{44dc8a200d1dc7570f9ce6c685d7965951520678676514b50a18bd068674cfc7} delle bovine adulte sono controllate da AIA.

Nuovi parametri

Il Progetto prevede la raccolta di parametri innovativi che arricchiscano la banca dati e che forniscano nuove chiavi di lettura anche delle informazioni zootecniche già a disposizione. Ad esempio, i dati meteorologici da tempo considerati un fattore importante della produttività e del benessere degli animali allevati.

LEO si propone poi di definire dei protocolli di raccolta di questi dati, di integrarli ai dati zootecnici e di renderli quindi disponibili per una corretta interpretazione ed elaborazione finale. Allo stesso modo, intende ampliare la gamma dei parametri analitici a disposizione, non solo per quanto riguarda la parte organolettica del latte o della carne, ma anche con parametri come Urea, BHB, Carica batterica da interpretare come indicatori precoci di eventuali patologie o parametri per patologie specifiche come l’IBR che, se rilevate in modo sistematico e a basso costo, possono costituire un monitoraggio su ampia scala della popolazione bovina.

Innovazione

La creazione di un database integrato di livello nazionale contenente dati zootecnici, sanitari e climatici rappresenta l’innovazione centrale di LEO. La possibilità di avere in un unico database tutte le informazioni relative ad un animale, da quelle sanitarie a quelle produttive, rappresenta un passo in avanti senza precedenti nel panorama zootecnico nazionale.

Ai dati esistenti, resi “open” attraverso la cooperazione applicativa delle principali banche dati attive in Italia (Banca dati Nazionale – BDN; Banca dati del sistema allevatori – SIAll e Banca dati della Fertilità Maschile), saranno aggiunti una serie di nuovi dati e parametri sviluppati e validati nel corso dei sei anni di Progetto che verranno raccolti in maniera sistematica negli allevamenti di tutte le specie per i diversi indirizzi produttivi.

Tali nuovi dati avranno stretta attinenza agli obiettivi specifici della sottomisura, in particolare alla biodiversità zootecnica, al benessere degli animali, all’impatto ambientale, al miglioramento della riproduzione e alla qualità delle produzioni zootecniche e costituiranno un patrimonio di informazione che produrrà risultati e ricadute positive ben oltre la naturale conclusione di LEO a tutti i livelli: da quello tecnico e operativo a quello legato alla società civile e al consumatore. Saranno resi disponibili non solo nuovi parametri, ma anche nuove aggregazioni degli stessi, in modo da trasformare i dati raccolti in informazioni fruibili dagli allevatori e agli operatori del settore.

In particolare, la corretta gestione della biodiversità dipende in maniera decisiva dalla quantità di informazioni disponibili a caratterizzare un individuo o un’area produttiva, soprattutto se queste sono disponibili in momenti successivi e su tutto il territorio. Queste informazioni rappresentano un valore aggiunto indiscutibile, non solo per le specie zootecniche che già presentano elevati standard produttivi e manageriali (come i bovini da latte), ma soprattutto per quelle specie e razze presenti in territori meno avvantaggiati o che non hanno mai sfruttato appieno il loro potenziale produttivo (come gli ovi-caprini).

Il database che si verrà a formare costituisca un cosiddetto Big Data. Da questa mole di dati e dalla possibilità di fruirne in modalità open deriva la possibilità di migliorare il lavoro di policy maker e piccoli produttori, per sintonizzare meglio i prodotti e i servizi offerti.

Impatto sulla biodiversità

I dati nell’Open Data permetteranno di sviluppare inedite strategie di conservazione e tutela del patrimonio zootecnico italiano, unodei più ricchi didiversità geneticaebiodiversitàa livello mondiale. In particolare, monitorare le dinamiche demografiche delle popolazioni a rischio al fine di interventi tempestivi per evitarne la scomparsa, gestire la riproduzione in modo da garantire il mantenimento della variabilità genetica entro razza/popolazione, valorizzare la biodiversità attraverso il legame con il territorio, la qualità dei prodotti e le tradizioni, fornire gli elementi per gestire l’evoluzione dei sistemi produttivi a fronte dei cambiamenti climatici, tutelare la biodiversità degli ecosistemi.

Impatto sul benessere degli animali

Generalizzare il monitoraggio del benessere ed elevarne il livello medio negli allevamenti. L’impiego degli indicatori specifici di benessere animale per specie ed indirizzo produttivo aiuta la gestione dei fattori di rischio in azienda, ottenendo una migliore risposta produttiva e riproduttiva e con effetti positivi sulla qualità dei prodotti, e recupera la credibilità del sistema zootecnico nell’opinione pubblica. La stretta collaborazione tra mondo veterinario e zootecnico e la disponibilità di fonti di dati diverse permetteranno di affinare progressivamente gli indicatori e di integrarli con la potenzialità di pervenire a modelli unici e condivisi.

Impatto sulle patologie e sindromi negli animali zootecnici

La raccolta continua e capillare, la standardizzazione e condivisione di dati in modalità open fornirà strumenti utili ad integrare il sistema di monitoraggio epidemiologico delle principali patologie sugli animali. La possibilità di integrare queste informazioni da parte degli enti selezionatori con dati di tipo genetico e genomico e la disponibilità di modelli statistici ad hoc (landscape genomics, footprint of selection, GWAS etc.) potranno portare all’identificazione di geni di resistenza o tolleranza che, integrati in schemi di miglioramento genetico potrebbero poi essere diffusi a tutta la popolazione con conseguenti benefici sulla produttività e sanità delle produzioni e sostenibilità degli allevamenti.

Impatto sulla sostenibilità ambientale

La riduzione dell’impatto ambientale degli allevamenti è un obiettivo prioritario delle zootecnie mondiali, il cui raggiungimento tuttavia, non è di semplice risoluzione. Attraverso le attività specifiche e i risultati attesi da LEO, si potranno studiare in maniera più completa le variabili animali e meteoclimatiche con effetto sulle emissioni di gas serra, sulle falde idriche e sui suoli, nei sistemi zootecnici italiani, capirne le interazioni e sviluppare modelli avanzati di mitigazione dei fattori inquinanti.

Impatto sulla qualità dei prodotti

LEO potrà consentire un significativo risultato sul miglioramento della qualità dei prodotti di origine animale come effetto dei risultati conseguiti sulle condizioni di benessere e salute degli allevamenti, che porteranno anche ad un minor utilizzo di farmaci. La qualità potrà avere ulteriori miglioramenti a seguito di LEO come risultante delle strategie mirate di selezione degli animali per caratteri con effetti diretti sulla salubrità dei prodotti.

Impatto sul sistema zootecnico

Il Progetto LEO rende disponibili informazioni basilari per l’ammodernamento del settore zootecnico, sulla base della combinazione importante tra quanto disponibile e l’acquisizione di nuove conoscenze e l’introduzione di innovazioni. A seguito di LEO, il sistema zootecnico nazionale nel suo insieme diventerà più ecosostenibile e garantirà condizioni più rispondenti alle esigenze degli animali, dei produttori e dei consumatori. In ultima analisi, il sistema zootecnico italiano diventerà più efficiente, moderno e competitivo.

Impatto sulla comunità scientifica

L’articolazione del Progetto LEO consente un approccio olistico all’interpretazione dei dati in esso contenuti, approccio questo oggi particolarmente adottato in una larga fascia di ricercatori a livello internazionale. Esistono quindi tutti i presupposti perché la comunità scientifica utilizzi le informazioni fornite dal Progetto per sviluppare un’ampia gamma di ricerche prioritariamente mirate all’avanzamento delle conoscenze delle tematiche che lo stesso LEO ha per obiettivo di migliorare.

Il risultato atteso è pertanto quello di un forte contributo della ricerca scientifica all’avanzamento delle conoscenze e dell’innovazione e ad una maggiore qualificazione della ricerca nazionale attraverso una produzione scientifica su riviste quotate. Tutto questo potrà rendere più produttivi i fondi della ricerca potendo la comunità scientifica disporre, a costo zero, dei dati di base da analizzare, favorendo anche un maggior avvicinamento tra il mondo della ricerca ed il mondo tecnico operativo. Gli effetti di LEO sull’avanzamento delle conoscenze si prolungheranno ben oltre la naturale scadenza del Progetto.

Impatto sulla società e sui consumatori

L’interesse del consumatore sulla qualità del prodotto che acquista ma anche e soprattutto sul modo in cui gli animali vengono allevati e gestiti è oramai un aspetto che caratterizza il mercato dei consumi alimentari e influenza direttamente il sistema zootecnico. Da questo punto di vista, LEO affronta tali problematiche sia ponendo particolare attenzione alla comunicazione, ma anche e soprattutto sviluppando sistemi che garantiscano la salubrità degli alimenti (ad esempio riducendo l’uso degli antibiotici) ed il benessere degli animali in allevamento.

Gli aspetti legati alla comunicazione giocano un ruolo fondamentale, soprattutto in un’era in cui le informazioni, grazie ad internet, sono disponibili in tempo reale a milioni di utenti. In merito a questo, LEO mette in campo strategie di comunicazione diversificate e complete. Le nuove informazioni disponibili potranno essere opportunamente utilizzate per guadagnare la fiducia del consumatore in termini di qualità, sicurezza, tracciabilità e origine dei prodotti animale e contrastare il diffondersi di opinioni pregiudiziali nei confronti dell’allevamento zootecnico. LEO potrà così favorire il consumo di prodotti di origine animale anche in consumatori sensibili ai temi di natura etica che, per questo, seguono diete che possono determinare carenze nutritive con effetti negativi sulla salute.

Come Funziona

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Fondato nel 1941, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (IZSAM) (www.izs.it) è un e...

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