a cura di: ConSDABI – Consorzio per la Sperimentazione, Divulgazione e Applicazione di Biotecnologie
“Autoctono” non significa solo “originario”: significa radicato, co-evoluto con il proprio ambiente. Gli animali autoctoni (TGA/TGAA) sono veri ecotipi: hanno costruito nel tempo un equilibrio biologico con suolo, clima, paesaggio, e con le pratiche tradizionali che li allevano. Questo li rende più adatti a sistemi meno intensivi, spesso più robusti alle variabilità ambientali e capaci di valorizzare foraggi locali, pascoli “difficili”, aree marginali.
Difendere l’autoctonia è difendere biodiversità, cultura e economia locale: carne, latte e derivati tipici, filiere corte, turismo rurale, paesaggi curati, legami sociali. È anche una scelta strategica di resilienza climatica: varianti genetiche favorevoli (per esempio nelle proteine di stress termico o nella digestione di foraggi fibrosi) aiutano a fronteggiare ondate di calore e cambiamenti nelle risorse.
C’è poi un aspetto giuridico ed etico: l’autoctonia è un bene comune che merita tutela, perché racchiude conoscenze, pratiche e identità. Investire su registri anagrafici, biobanche, progetti di valorizzazione e percorsi formativi significa mettere radici nel futuro, con modelli di allevamento che coniugano benessere animale, qualità nutrizionale e sostenibilità.
Fonte: ASSOCIAZIONE PER LA SCIENZA E LE PRODUZIONI ANIMALI – 50° ANNO DI FONDAZIONE ASPA – Monopoli (BA) 13 – 16 giugno 2023 – Donato Matassino e Mariaconsiglia Occidente – L’autoctonia e la biodiversità strumenti “principe” per uno sviluppo ecosostenibile di un bioterritorio. Alcune riflessioni



