a cura di: ConSDABI – Consorzio per la Sperimentazione, Divulgazione e Applicazione di Biotecnologie
Un bioterritorio è un sistemaUn bioterritorio è un sistema vivo, dove natura, agricoltura, paesaggio, cultura ed economia sono legati da relazioni reciproche. Immaginalo come un mandala: suolo, acqua, clima, biodiversità (fauna, flora, microbi), produzione, infrastrutture, servizi, comunità… tutto concorre a un equilibrio dinamico.
Gestire “intelligentemente” un bioterritorio significa leggere tra e leggere dentro: capire le interazioni (chi fa cosa, con quali effetti), e valutare la qualità/quantità delle risorse per scelte originali e diversificate. È un approccio transdisciplinare che unisce scienza e umanesimo, e che punta a percorsi virtuosi: tutela della biodiversità, filiere locali, innovazione tecnica e biotecnica, educazione ambientale, energie rinnovabili, servizi ecosistemici.
Il bioterritorio è anche un teatro: ogni attore (agricoltore, allevatore, ricercatore, istituzione, cittadino) ha un ruolo nella cura della casa comune. È qui che modelli come l’agricoltura rigenerativa, la transumanza, gli orti urbani e le reti di biobanche trovano senso, perché integrano ambiente, benessere, economia e cultura.
Per progettare bene serve conoscenza (big data territoriali, monitoraggi ambientali, cartografie ecologiche), partecipazione e visione. Si parte dal locale, si dialoga con il globale. vivo, dove natura, agricoltura, paesaggio, cultura ed economia sono legati da relazioni reciproche. Immaginalo come un mandala: suolo, acqua, clima, biodiversità (fauna, flora, microbi), produzione, infrastrutture, servizi, comunità… tutto concorre a un equilibrio dinamico.
Gestire “intelligentemente” un bioterritorio significa leggere tra e leggere dentro: capire le interazioni (chi fa cosa, con quali effetti), e valutare la qualità/quantità delle risorse per scelte originali e diversificate. È un approccio transdisciplinare che unisce scienza e umanesimo, e che punta a percorsi virtuosi: tutela della biodiversità, filiere locali, innovazione tecnica e biotecnica, educazione ambientale, energie rinnovabili, servizi ecosistemici.
Il bioterritorio è anche un teatro: ogni attore (agricoltore, allevatore, ricercatore, istituzione, cittadino) ha un ruolo nella cura della casa comune. È qui che modelli come l’agricoltura rigenerativa, la transumanza, gli orti urbani e le reti di biobanche trovano senso, perché integrano ambiente, benessere, economia e cultura.
Per progettare bene serve conoscenza (big data territoriali, monitoraggi ambientali, cartografie ecologiche), partecipazione e visione. Si parte dal locale, si dialoga con il globale.
Fonte: ASSOCIAZIONE PER LA SCIENZA E LE PRODUZIONI ANIMALI – 50° ANNO DI FONDAZIONE ASPA – Monopoli (BA) 13 – 16 giugno 2023 – Donato Matassino e Mariaconsiglia Occidente – L’autoctonia e la biodiversità strumenti “principe” per uno sviluppo ecosostenibile di un bioterritorio. Alcune riflessioni



