a cura di: ConSDABI – Consorzio per la Sperimentazione, Divulgazione e Applicazione di Biotecnologie
Campagna e città non sono mondi separati. La biodiversità urbana e gli orti condivisi ricuciono una relazione che abbiamo smarrito: con la terra, con la stagionalità, con la comunità. Portare verde di qualità nei quartieri significa ridurre isole di calore, assorbire CO₂, migliorare suolo urbano e benessere (fisico e mentale).
Gli orti urbani sono laboratori sociali: educano alla sostenibilità, creano reti tra generazioni, promuovono diete sane e spreco zero. Sono anche spazi di biodiversità controllata, dove si possono sperimentare consociazioni, rotazioni, colture perenni, fioriture utili agli impollinatori.
Integrare città e bioterritorio vuol dire avvicinare produttori e cittadini con mercati contadini, mense scolastiche di filiera corta, compostaggio locale, corridoi ecologici. E vuol dire utilizzare strumenti innovativi: mappature del verde, monitoraggi partecipati, micro-progetti di agricoltura di precisione in ambito urbano (irrigazione smart, sensori di umidità del suolo, colture di copertura).
La città che coltiva è una città che impara: a condividere, a prendersi cura, a ridurre l’impronta ecologica con gesti quotidiani.
Fonte: ASSOCIAZIONE PER LA SCIENZA E LE PRODUZIONI ANIMALI – 50° ANNO DI FONDAZIONE ASPA – Monopoli (BA) 13 – 16 giugno 2023 – Donato Matassino e Mariaconsiglia Occidente – L’autoctonia e la biodiversità strumenti “principe” per uno sviluppo ecosostenibile di un bioterritorio. Alcune riflessioni



