Benessere animale, innovazione e sostenibilità

Benessere animale, innovazione e sostenibilità

29 marzo 2019. Bastia Umbria (Pg) – Agriumbria

A Bastia Umbra (Perugia), nella mattinata di venerdì 29 marzo 2019, nell’ambito della partecipazione del Sistema allevatoriale all’importante manifestazione del Centro Italia dedicata al settore primario, l’Associazione Italiana Allevatori, in collaborazione con l’Ara umbra ed il patrocinio della Regione Umbria ha organizzato un incontro sui temi più attuali dell’allevamento bovino da carne

Benessere animale, innovazione, integrazione tra i diversi attori coinvolti nella filiera zootecnica e sostenibilità solo le parole chiave del presente e del futuro dell’allevamento bovino da carne. Se ne è parlato al Convegno tecnico organizzato dall’Associazione Italiana Allevatori- A.I.A. in collaborazione con l’Associazione Regionale Allevatori (Ara) umbra e con il patrocinio della Regione Umbria, dal titolo “Benessere animale e sostenibilità ambientale dell’allevamento bovino da carne“, che si è tenuto nella mattinata di venerdì 29 marzo 2019, giorno di apertura della 51esima edizione di “Agriumbria“, la più importante manifestazione di settore del Centro Italia in corso fino a domenica 31 marzo a Bastia Umbra (Perugia).

L’incontro si è incentrato sui temi riguardanti la diagnostica collegata al benessere degli animali in produzione zootecnica da carne, sugli obiettivi della Pac 2014-2020 e le opportunità del progetto “LEO” e sulle nuove progettualità in campo nel settore delle carni bovine, soprattutto per quanto riguarda la valorizzazione economica del comparto con specifici accordi di filiera già partiti in regioni quali la Sicilia e la Sardegna, ed estesi ora a Marche, Umbria e Lazio.

I lavori sono stati aperti dal presidente dell’Associazione Italiana Allevatori Roberto Nocentini, moderati dal direttore dell’Ara Umbria Stefano Pignani, e si sono sviluppati sulle relazioni di Giovanni Filippini, direttore sanitario dell’Izs Umbria e Marche, di Stefano Biffani, ricercatore Consiglio Nazionale delle Ricerche-Cnr, di Malko Gallone, presidente Anacli, e di Stefano Leporati, responsabile Progetto Bovini Italia.

Il presidente A.I.A., Roberto Nocentini, ha affermato tra l’altro: “L’allevamento bovino da carne nazionale si conferma una punta di eccellenza della zootecnia ‘Made in Italy‘: non solo esprime una generale qualità indiscussa, ma testimonia anche con la biodiversità delle razze autoctone italiane – molte delle quali in esposizione in questi giorni ad ‘Agriumbria’ – la lungimiranza e la passione dei nostri allevatori. Tra gli obiettivi, per sostenere l’aumento della produzione di capi di provenienza nazionale, abbiamo quello di soddisfare la domanda dei consumatori, che chiedono sempre più prodotti tracciati, garantiti e provenienti da allevamenti rispettosi del benessere animale e sostenibili dal punto di vista ambientale”.

Tra i molti punti toccati, Giovanni Filippini ha sottolineato che benessere animale equivale sempre più ad innovazione in azienda e consente maggior integrazione fra diversi attori della filiera zootecnica, con il miglioramento della diagnostica nella sanità degli animali: “Si deve imparare sempre più, però – ha tra l’altro sostenuto – , a non intervenire solo quando si presentano emergenze di tipo sanitario in azienda, ma con azioni preventive”. Dal punto di vista generale, importante iniziare a far capire all’esterno del nostro mondo la differenza tra “benessere percepito” e “benessere reale”.

Stefano Biffani ha illustrato con efficacia gli obiettivi del progetto “LEO”, che vede A.I.A. assieme ad altri qualificati partner  in una integrazione che difficilmente è stata finora realizzata. “Sulla salute degli animali, finalmente possiamo avere più informazioni e centralizzate, e soprattutto open  con la maggior condivisione di dati e con le enormi possibilità di comunicazione fornite dai Big data . Questo consente anche di migliorare e conservare la ricca biodiversità degli animali di interesse zootecnico del nostro Paese”.

Infine, in un intervento “a due voci”, il presidente dell’Associazione nazionale allevatori delle razze bovine Charolaise e Limousine, Malko Gallone, ed il responsabile del progetto Bovini Italia Stefano Leporati hanno sottolineato le novità, dal punto di vista tecnico-economico e produttivo, degli strumenti contrattuali di filiera messi in campo per far esaltare la distintività delle razze da carne italiane, in particolare dei capi iscritti ai rispettivi libri genealogici (ma anche degli incroci). Accordi che, è stato rimarcato, oltre a garantire maggiormente i consumatori consentono una significativa premialità del reddito degli allevatori.

Il Convegno, alla presenza di oltre centocinquanta tra allevatori e tecnici, del direttore generale di A.I.A. Roberto Maddé e di diversi dirigenti del Sistema allevatori nazionale è stato concluso dall’assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, che non ha mancato di ringraziare gli allevatori e gli operatori che ogni anno affollano “Agriumbria”, anche perché, ha tra l’altro affermato, “ognuno rappresenta una storia a se’, è questo è anche un merito, di cui bisognerà tener conto nel prossimo settennato della Pac che, secondo le prime ipotesi, dovrebbe destinare circa il 40% delle proprie risorse a misure di carattere agro-ambientale”.

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