Gestione dei parassiti da pascolo: suggerimenti operativi

Gestione dei parassiti da pascolo: suggerimenti operativi

AIA

Il convegno “Certificazioni, digitalizzazione e prevenzione sanitaria a supporto della zootecnia estensiva”, organizzato dall’Associazione Italiana Allevatori (A.I.A.) nell’ambito della 53esima edizione di “Agriumbria”, ha costituito una proficua occasione di aggiornamento ad ampio raggio su tutto ciò che ruota sulla corretta gestione ambientale e sanitaria degli allevamenti estensivi, sulla digitalizzazione e la certificazione del benessere animale.

L’incontro, come rimarcato sia dal presidente dell’A.I.A., Roberto Nocentini, nell’apertura dei lavori, sia dal direttore tecnico, Riccardo Negrini, che ha moderato l’incontro, è stato un’opportunità rivolta ai tecnici per trasferire agli allevatori elementi ed informazioni utili ad una maggior crescita della mandria al pascolo, dal punto di vista della prevenzione sanitaria e quindi anche produttiva.

Dati e informazioni di vitale importanza che, è stato ricordato nelle conclusioni, sono frutto del lavoro di ricercatori in progetti messi a punto da alcuni importanti partnerdi A.I.A. nella realizzazione del Progetto LEO, che si interfacciano con esso e dimostrano la fondamentale rilevanza della raccolta dei dati in allevamento, ai fini di una grande banca dati condivisa sulla zootecnia italiana.

La prima relatrice, Nicoletta D’Avino, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati”, ha trattato l’argomento “Gestione dei parassiti da pascolo: suggerimenti operativi”. Dopo una panoramica sui numerosi parassiti esistenti nel nostro Paese – che si suddividono generalmente in Protozoi, Nematodi, Trematodi, Cestodi e Artropodi – l’intervento della dottoressa D’Avino si è focalizzato su quelli che interessano la specie bovina, che sono in tutto 96 (prevalentemente Artropodi, Protozoi e Nematodi), un numero molto vicino a quelli che possono essere ospitati dall’uomo (101) o dagli ovini (102).

Naturalmente, soprattutto per i bovini, l’azione dei parassiti ha una sua importanza in senso negativo per quanto riguarda aspetti legati a cali produttivi, con perdite economiche che possono arrivare fino al 20%. Un elemento che inficia non solo il livello quantitativo della produzione, ma si riflette anche sulla qualità. Il parassita, infatti, per le sue caratteristiche, non ha come finalità quella della morte dell’animale di cui diventa ospite, poiché ne ha bisogno per la sua stessa sopravvivenza e lo fa a scapito del suo stato di salute generale. Anche per questo, per i ricercatori è importante e interessante studiare il ciclo biologico di ogni parassita, ed anche di quelli che sono gli ospiti intermedi (ad esempio formiche, acari, ecc.).

Esistono, come è intuitivo, dei fattori predisponenti all’azione dei parassiti e per contrastarli è necessario agire sull’ambiente, sugli stessi animali e sulla prevenzione. La relatrice ha fatto cenno all’importanza di avere nella fase di svezzamento dei vitelli di un colostro di buona qualità ed anche, in generale, di acqua per l’abbeveraggio che non sia in alcun modo contaminata, soprattutto per animali che vivono molta parte dell’anno al pascolo brado e semibrado, come appunto accade in forme di zootecnia estensiva. Questo è un punto molto importante, anche per rispondere all’idea ed all’immagine generalmente diffusa che animali al pascolo significhi automaticamente miglior salute e benessere. Un’altra arma importante per chi si deve occupare di gestire le parassitosi nelle mandrie, ed in questo caso si entra propriamente nel campo della prevenzione sanitaria, è la possibilità di poter fare con un certo anticipo le diagnosi sulla presenza del parassita, anche perché intervenire per tempo può servire a “salvare” l’animale che una volta aggredito subisce alti livelli di stress. Le diagnosi, ha avvertito la ricercatrice, possono essere fatte anche a campione, e ciò potrebbe aiutare a diminuire o addirittura evitare l’uso degli antiparassitari, con ovvie ripercussioni dal punto di vista economico per l’allevatore. C’è anche da considerare, pure questo un importante suggerimento operativo, che alcuni farmaci sono inefficaci per determinati tipi di parassiti.

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