Sostenibilità ed etica dell’impresa agricola

Sostenibilità ed etica dell’impresa agricola

Associazione Italiana Allevatori

La sostenibilità è un concetto connesso alla possibilità delle generazioni future di accedere alle stesse risorse delle generazioni presenti, onorando una sorta di patto generazionale. Una stalla sostenibile deve quindi essere in grado di lasciare alle generazioni future un ambiente pulito e una riserva di risorse sufficiente a rinnovare la possibilità di vivere e nutrirsi. La sostenibilità dell’allevamento zootecnico ha in più una connotazione etica molto importante: è un’attività che coinvolge altre specie viventi e ha la fondamentale missione di produrre alimenti sani che soddisfino il bisogno primario di nutrire un mondo sempre più popolato.

La gestione dell’impresa agricola zootecnica (articolata in tutti i suoi mestieri I mestieri della Stalla) tradizionalmente si è sviluppata in armonia con l’ambiente e con gli animali allevati, perché solo il rispetto del suolo e degli animali ha permesso all’allevatore di ottenere un profitto dal suo lavoro. Quest’armonia oggettivamente rischia di interrompersi in quegli allevamenti che non rispettano il patto primordiale di reciproco rispetto e adottano pratiche di allevamento contrarie all’etica professionale.

Un allevamento intensivo sostenibile ed etico è possibile? La risposta è sì.

Grazie alle ricerche sull’etologia e sulla salute degli animali, al progresso tecnologico e alla diffusione di una nuova cultura che considera l’allevamento un insieme unico in cui il processo produttivo è condizionato contemporaneamente da molteplici fattori che interagiscono tra loro, è possibile dare indicazioni pratiche su come costruire e gestire l’allevamento ideale che assicuri agli animali il massimo rispetto della loro etologia, crei le condizioni igieniche per prevenire le principali patologie d’allevamento e garantisca la massima sostenibilità ambientale intesa come  produzione di gas serra, inquinanti legati alle deiezioni, consumo delle risorse idriche e dell’energia.

Ma cosa si deve fare per gestire in maniera veramente sostenibile un allevamento di animali da reddito? Vediamo alcuni punti fondamentali.

Scegliere assieme al genetista di allevare animali che siano più adatti alle capacità manageriali e alle risorse aziendali

Rinunciare casomai a produzioni elevatissime per avere animali più facili da gestire dal punto di vista funzionale, riproduttivo e sanitario, migliorando il guadagno non più sui litri di latte prodotti, ma sul risparmio ottenuto nella gestione.

Scegliere con lo zootecnico ambienti adatti che permettano agli animali di riposarsi e muoversi in modo confortevole

Spazi interni ed esterni facilmente accessibili che soddisfino il bisogno di socializzare, riposarsi, ripararsi dalle intemperie e dal caldo eccessivo. Ambienti che consentano un’abbondante circolazione d’aria e adeguata illuminazione, in cui siano presenti impianti di raffrescamento.  Adozione di pratiche innovative per garantire il massimo livello di igiene attraverso il riuso delle deiezioni trattate negli impianti di biogas, assicurando tra l’altro un minor ricorso ai medicinali. Adozione di mangiatoie e abbeveratoi abbondanti e facilmente accessibili, con la rimozione di strutture dannose al comfort degli animali. Animali in benessere producono di più e soprattutto con meno costi.

Collaborare con il veterinario per la prevenzione dalle malattie

Prevenire e curare le malattie è uno dei principi fondamentali della difesa dei diritti degli animali allevati e per la tutela del loro benessere. La collaborazione tra allevatore e veterinario permette di adottare piani vaccinali preventivi, di mettere in atto delle norme igieniche che limitano l’insorgere delle malattie, di porre attenzione ai segnali degli animali che fanno intuire un rischio di insorgenza di malattie in modo da curarle in una fase precoce, di intervenire con i farmaci solo in maniera mirata sugli animali malati. Questa sinergia positiva, oltre a creare le condizioni di benessere degli animali allevati, è il presupposto per la riduzione dell’utilizzo dei farmaci e in particolare degli antibiotici, con risvolti positivi anche sulla redditività dell’azienda.

Scegliere di rispettare l’etologia degli animali

L’allevatore deve adottare buone pratiche di allevamento che consentano di avere animali liberi dalla paura e in grado di esprimere il loro comportamento sociale naturale, rispettando la loro natura aggregativa e allevandoli in gruppi di numerosità adeguata, evitando un numero eccessivo di spostamenti che li costringono ogni volta a ristabilire le gerarchie. Senza cadere nell’equivoco di una sovrapposizione tra comportamento umano e comportamento degli animali, in attesa che la ricerca scientifica completi i suoi studi sull’etologia degli animali allevati, senza dubbio si può migliorare la gestione in alcune fasi cruciali come la nascita e l’allontanamento dei piccoli.

Scegliere con il nutrizionista la razione migliore

Studiare con cura i fabbisogni degli animali in modo da creare razioni adeguate al mantenimento, la crescita, la riproduzione e la produzione di latte adottando metodologie il più vicine possibile al “precision feeding”, ossia eliminando l’eccesso di sostanze nutritive che oltre ad essere causa di ingrassamento e quindi di aumento di rischio di malattie metaboliche porta ad un aumento del contenuto di azoto, fosforo e potassio nelle deiezioni. Adottando inoltre criteri di nutrizione clinica, il veterinario e il nutrizionista possono modulare apporti di nutrienti in modo da migliorare con l’alimentazione lo stato di salute e la fertilità. Anche in questo caso, l’intervento sulla nutrizione porta non solo un beneficio alla salute degli animali, alla riduzione di utilizzo di farmaci e del carico di azoto, fosforo e potassio sul terreno e nelle acque, ma anche a migliori profitti per l’allevatore.

Scegliere con lo zootecnico sistemi di riduzione dell’impatto ambientale

L’adozione di tecnologie di riutilizzo dell’acqua, di sfruttamento delle superfici degli edifici per l’installazione di impianti fotovoltaici, solare-termici o agrovoltaici, l’adozione di impianti di biogas per il trattamento delle deiezioni favoriscono una considerevole riduzione dell’impatto dell’impresa zootecnica sull’ambiente. L’impianto di biogas, se propriamente utilizzato, riduce l’impatto ambientale e restituisce energia e compost da riutilizzare in azienda utilizzando gli scarti di produzione. Oltre agli impianti, sono importanti le pratiche agricole, perché la metà della quota delle emissioni attribuite all’agricoltura è dovuta alle lavorazioni dei terreni.

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