11 Marzo 2020

La citogenetica e la zootecnia

Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani, Loc. La Quercia, 26027, Rivolta d’Adda (CR), Italy

La citogenetica consente di identificare le anomalie cromosomiche responsabili di numerose patologie attraverso la rappresentazione ordinata dei cromosomi, ossia il cariogramma. Nell’uomo, in epoca prenatale tali accertamenti vengono di norma eseguiti sulle cellule del liquido amniotico, o dei villi coriali, mentre in epoca postnatale possono essere svolti a partire da un semplice prelievo di sangue. A differenza di quanto accade nell’uomo, quale sia l’incidenza delle anomalie cromosomiche negli animali domestici non è del tutto chiaro in quanto i soggetti con problemi di varia natura vengono sistematicamente eliminati senza aver condotto approfondimenti tramite indagini citogenetiche per ovvie questioni economiche. Sebbene gli animali portatori di anomalie cromosomiche presentino spesso difficoltà riproduttive più o meno marcate, questi soggetti non sempre evidenziano alterazioni fenotipiche, dunque non li possiamo riconoscere semplicemente osservandoli.

Nell’ambito
della prima fase del progetto LEO, è stata effettuata una valutazione dello
stato di avanzamento circa le opportunità, anche tecnologiche, derivanti
dall’applicazione delle analisi citogenetiche in ambito zootecnico. Dato che lo
scopo della citogenetica è di individuare e caratterizzare le anomalie
cromosomiche responsabili di numerose patologie, questa fase ha posto come
priorità l’individuazione delle implicazioni più rilevanti nel campo zootecnico,
cioè quelle che riguardano l’identificazione di alcune cause responsabili
dell’alterazione della fertilità. In tale ambito, una prima esigenza è di
identificare se vi sia la necessità di implementare specifiche azioni rivolte
alla valutazione cariologica indirizzata alle specie di maggior interesse
zootecnico. Innanzitutto, è bene precisare che per la maggior parte delle
specie allevate a scopo commerciale esistono già innumerevoli evidenze
documentate sull’utilità di un simile intervento. Infatti, non solo tali
approcci sono possibili, ma le indagini sono disponibili attraverso approcci
differenziati in base alla necessità imposta dalla specie. Le anomalie
cromosomiche maschili che sfuggono all’osservazione più attenta, possono
diffondersi nella progenie, mentre per le femmine con difficoltà riproduttive
non riconducibili a cause anatomiche e fisiologiche, la citogenetica potrebbe
offrire utili risposte. Dal punto di vista dell’impegno economico richiesto,
tralasciando i piccoli ruminanti che meritano alcune considerazioni a parte, i seppur
pochi lavori che hanno valutato il rapporto costo/benefici dello screening
citogenetico nei tori e nei verri utilizzati per l’inseminazione artificiale
suggeriscono che investire in simili programmi abbia un costo di molto
inferiore rispetto alla perdita economica derivante dall'uso di riproduttori
affetti da anomalie cromosomiche. Le anomalie cromosomiche maschili che
sfuggono all’osservazione più attenta, possono diffondersi facilmente nella
progenie, mentre per le femmine con difficoltà riproduttive non riconducibili a
cause anatomiche e fisiologiche, il controllo citogenetico dovrebbe essere una
costante. Al tempo stesso, è altresì chiaro che le esigenze di valutazioni
cariologiche estese debbano essere subordinate alla tipologia di allevamento e
dovrebbero essere valutate caso per caso.

Le riflessioni e le indagini condotte sull’argomento sono state raccolte, pubblicate in forma di monografia e consultabili nel DOSSIER / NUOVI SPUNTI DALLA RICERCA n. 18/2019 dell’Informatore Zootecnico del 21 ottobre all’indirizzo: https://informatorezootecnico.edagricole.it/bovini-da-latte/cosi-la-citogenetica-negli-allevamenti/

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