30 Maggio 2024

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Indici bioclimatici per la valutazione dello stress da caldo nei monogastrici – parte IV: Il Cavallo

a cura di: Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) – Università della Tuscia

Questo articolo è l’ultimo di quattro nei quali si affronta l’argomento dello stress da caldo e i bioindicatori climatici più utilizzati per le specie monogastriche di interesse zootecnico ovvero: suini, avicoli, conigli e cavalli.

Rispetto agli innumerevoli studi compiuti sull’effetto dello stress da caldo nei ruminanti, meno è noto riguardo i monogastrici. Probabilmente è dovuto al fatto che i ruminanti sono allevati all’aperto o in strutture aperte su tutti i lati, mentre i monogastrici, alle latitudini medie, sono allevati in strutture completamente chiuse e dove le condizioni climatiche sono, almeno in teoria, più facilmente controllabili. Inoltre, in Europa, queste strutture chiuse, sono dotate di sistemi di controllo del microclima interno. Le condizioni microclimatiche interne al fabbricato dipendono dalla specie animale allevata (che produce calore e CO2), dalle caratteristiche termiche del fabbricato, dai sistemi di ventilazione e dalla loro gestione.

Il Cavallo

Il cavallo è un animale allevato per il lavoro e per la produzione di carne e latte, ed è anche un animale sportivo in quanto impiegato in competizioni di vario tipo. A livello mondiale vengono allevati 16,9 milioni di cavalli ma solamente mezzo milione viene utilizzato a fini sportivi. La valutazione dello stress da caldo nel cavallo è importante soprattutto ai fini sportivi, ma anche durante l’allevamento e il trasporto. Durante il trasporto, la temperatura nel mezzo è più alta di 5,1-9,5 °C rispetto alla temperatura esterna, questo sommato allo stress dell’animale, incrementa notevolmente la sudorazione. Alcuni autori hanno riportato che il 10% della mortalità dovuta al trasporto è proprio il colpo di calore.

I cavalli hanno la zona di termoneutralità compresa tra 5 e 25 °C e una temperatura corporea fisiologica di 37,5-38,5 °C e disperdono il calore in eccesso mediante 4 meccanismi, rispettivamente: radiazione, convezione, conduzione ed evaporazione. I segni clinici dello stress da caldo includono: aumento della respirazione e battito cardiaco accelerato, narici dilatate, incremento della temperatura corporea, comportamenti alterati e sudorazione. Il cavallo, il bovino e i primati sono dotati di ghiandole sudoripare, che svolgono un ruolo importante nella regolazione della temperatura corporea mediante il meccanismo dell’evaporazione. Il sudore dei cavalli è ricco di sodio, cloro e potassio e contiene una molecola chiamata laterina, una proteina che favorisce l’effetto schiuma, diminuisce la tensione superficiale e favorisce l’evaporazione. L’evaporazione è il meccanismo più importante per la dispersione del calore nel cavallo e in condizioni di bassa umidità contribuisce ad eliminare il 70% del calore nel cavallo durante l’esercizio; mentre un incremento della frequenza respiratoria (>200 atti/min) contribuisce a disperdere il 25% del calore endogeno. In climi caldo-umidi e durante l’esercizio fisico se la temperatura rettale supera i 41 °C, l’animale va incontro al colpo di calore e bisogna intervenire tempestivamente per evitare il peggio.

La valutazione della temperatura corporea è un metodo molto veloce per valutare il grado di stress da caldo nel cavallo. Esistono diversi metodi di misura:

  • misurazione della temperatura rettale: fornisce una misurazione istantanea ma presenta problemi per l’operatore e igienico-sanitari;
  • misurazione della temperatura dell’occhio;
  • pillole gastrointestinali;
  • temperatura del sangue: viene misurata mediante un apposito dispositivo inserito nella vena giugulare. È molto preciso ma difficile da mettere in pratica;
  • temperatura dei muscoli: recenti studi prevedono l’impianto di un apposito microchip nel muscolo e la rendono una tecnica non invasiva. Però bisogna determinare il muscolo esatto per avere un valore corretto.

Per la valutazione dello stress da caldo, esistono vari indici, di cui il più importante è il wet-bulb globe temperature (WGBT). Questo indice è stato adottato dalla Federazione internazionale sport equestri (FEI) e utilizzato per le Olimpiadi del 1996. Sono state messe a punto due formule (Schroter et al.,1996):

  1. WBGT= (0,7*T_nw) + (0,3*T(g)) – da utilizzare per le competizioni in ambienti chiusi
  • WBGT= (0,7*T_nw) + (0,2*T(g)) + (0,1*T_a) – da utilizzare per competizioni all’aperto

T_nw= natural wet bulb temperature o temperatura naturale a bulbo umido

T(g )= black globe temperature o temperatura del globo nero misurata con un termometro all’interno di un globo nero che indica quanto è caldo alla luce solare diretta

T_a= air temperature o temperature dell’aria

In entrambe le formule la temperatura può essere espressa in °C o in °F.

Applicando le formule utilizzando i °C, si ottengono i seguenti valori di riferimento:

  • <28, nessuna precauzione necessaria;
  • da 28 a 32, bisogna prendere alcune precauzioni per lo svolgimento in sicurezza della gara;
  • da 32 a 33 bisogna prendere in considerazione la possibilità di apportare modifiche al percorso;
  • >33 non bisognerebbe effettuare la gara.

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